Prima i romanzi, poi i film ci hanno insegnato che la gente riportata in vita non è mai quella di prima.
The Lazarus Effect
- Frank Walton e Zoe McConnel sono due validi ricercatori. Entrambi hanno formato un team per un progetto che potrebbe cambiare le sorti umane. Si affidano quindi ad un cameraman, Eva, invitata a riprendere l’esperimento sul siero Lazarus. Il risultato è ricavato da scariche elettriche condotte nel cervello attraverso l’iniezione del liquido. Le ricerche però vengono sospese a causa della loro pericolosità e delle varie trasgressioni al contratto stipulato con una grande società farmaceutica. Il gruppo di ricerca, non arrendendosi, si reca di notte in laboratorio per finire quello che hanno cominciato, ma un incidente alla dottoressa Zoe complica tutto in maniera irreversibile.
Regia
David Gelb
Recensione
- Frank Walton e Zoe McConnel sono due validi ricercatori. Entrambi hanno formato un team per un progetto che potrebbe cambiare le sorti umane. Si affidano quindi ad un cameraman, Eva, invitata a riprendere l’esperimento sul siero Lazarus. Il risultato è ricavato da scariche elettriche condotte nel cervello attraverso l’iniezione del liquido. Le ricerche però vengono sospese a causa della loro pericolosità e delle varie trasgressioni al contratto stipulato con una grande società farmaceutica. Il gruppo di ricerca, non arrendendosi, si reca di notte in laboratorio per finire quello che hanno cominciato, ma un incidente alla dottoressa Zoe complica tutto in maniera irreversibile.
Regia
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Trailer |
Genere
Horror,
thriller, fantascienza
Anno
2015
Cast
Mark Duplass (Frank Walton); Olivia Wilde (Zoe
McConnell); Sarah Bolger (Eva);
Evan Peters (Clay); Donald Glover (Niko); Ray Wise (Mr. Wallace); Amy Aquino (presidente Dalley).
Recensione
The Lazarus Effect si unisce a quel
filone nato con il galvanismo e figlio del romanzo di Mary Shelley, arricchito
nel corso degli anni di elementi tipici dell’evoluzione (fanta)scientifica. Il
film è al confine tra horror e thriller, anche se l’orientamento è più verso il
primo genere. Il tema che affronta la regia è pregnante. L’inizio tratta l’esperimento scientifico e lo colloca in un ambito di controversia in
cui da un lato emerge la componente umana e religiosa, dall'altro invece si erige il
muro empirico che fa leva sui fatti derivati dall'esperienza. Dal punto di
vista tecnico, la pellicola è concentrata su due momenti sviluppati
concisamente e soprattutto funzionali. In primis la macchina da presa prepara
il terreno mostrando l’esaltazione per la scoperta, poi ci si trova davanti all'ostinazione dei ricercatori con la conseguente tragedia. L’atmosfera creata
da David Gelb è efficace. Le riprese riescono ad evidenziare l’aspetto tensivo,
con inquadrature riuscite, non smorzando, peraltro, mai i toni. La sceneggiatura
imbocca la strada del terrore, proseguendo per un accrescimento graduale del
ritmo pauroso, esaltando le opinioni espresse in materia teologica e
scientifica. La colonna sonora aiuta la resa scenica, aumentando l’intensità nelle
fasi cruciali. La fotografia è ben definita e sono curati discretamente anche i
giochi di luce. Qualche difetto invece negli effetti speciali: la figura di
Olivia Wilde mostra a volte un viso sgretolato palesemente computerizzato.
Regia
|
7,5
|
Sceneggiatura
|
7,5
|
Fotografia
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7
|
Colonna sonora
|
7
|
Voto
|
7,25
|
Commenti
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