Anime nere, una famiglia dilaniata dalla 'ndrangheta. Una visione cinematografica asciutta e psicologica
Anime nere
Regia
Francesco Munzi
Genere
Drammatico
Anno
2014
Cast
Marco Leonardi (Luigi); Peppino Mazzotta (Rocco); Fabrizio Ferracane (Luciano); Anna Ferruzzo (Antonia); Giuseppe Fumo (Leo); Barbora Bobuľová (Valeria); Aurora Quattrocchi (Rosa); Paola Lavini (madre di Lucia).
Storia
Il soggetto s’ispira liberamente all'omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, pubblicato nel 2008.
La vicenda narra di tre fratelli, Luciano, Rocco e Luigi, conniventi con la ‘ndrangheta. Il primo vuole lavorare la terra in serenità nell’Aspromonte provando a tenersi fuori dai giri loschi. Il secondo si arricchisce a Milano tramite soldi illeciti provenienti dal settore immobiliare. Il terzo infine si occupa del traffico di droga a livello internazionale. Per una bravata di Leo, figlio di Luciano, tutti e tre i fratelli vengono chiamati in causa per rimediare al gesto del ragazzo che per vendetta ha sparato dei colpi di fucile alla saracinesca di un bar protetto da una delle cosche del luogo.
Recensione
Una fotografia minimalista e una regia sobria caratterizzano questo film dai connotati freddi e tristi. Due anime è diverso dalle altre pellicole che trattano argomenti incentrati sulla mafia, infatti la sceneggiatura verte più sull’avvilimento e lo stato morale dell’essere umano. Il punto di vista è quello della sottomissione alla prepotenza, del tacere per non incappare in ritorsioni e di mantenere un basso profilo per non avere guai. Munzi vuole mostrare lo squallore immanente della ‘ndrangheta, di come fa diventare marcio ciò che tocca e il modo in cui porta allo sfinimento per poi distruggere. L’aspetto tecnico è buono. L’utilizzo delle sole luci naturali con una scurezza pronunciata accentuano l’atmosfera desolante dell’Aspromonte e dei dintorni. La colonna sonora incide nei toni scenici in maniera forte, in sintonia con l’idea registica. Tuttavia questo dramma non colpisce più di tanto, poiché la direzione che prende è indirizzata esclusivamente ad uno sviluppo che raggiunge un culmine sì soddisfacente ma che lascia tanti dubbi. Si sofferma solamente all’aspetto psicologico ed interiore del personaggio di Luciano, stufo di vedere falcidiata la sua famiglia. Senza peraltro approfondire il passato, le relazioni mafiose intercorrenti e il ruolo dei suoi fratelli.
Regia
Francesco Munzi
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Trailer |
Genere
Drammatico
Anno
2014
Cast
Marco Leonardi (Luigi); Peppino Mazzotta (Rocco); Fabrizio Ferracane (Luciano); Anna Ferruzzo (Antonia); Giuseppe Fumo (Leo); Barbora Bobuľová (Valeria); Aurora Quattrocchi (Rosa); Paola Lavini (madre di Lucia).
Storia
Il soggetto s’ispira liberamente all'omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, pubblicato nel 2008.
La vicenda narra di tre fratelli, Luciano, Rocco e Luigi, conniventi con la ‘ndrangheta. Il primo vuole lavorare la terra in serenità nell’Aspromonte provando a tenersi fuori dai giri loschi. Il secondo si arricchisce a Milano tramite soldi illeciti provenienti dal settore immobiliare. Il terzo infine si occupa del traffico di droga a livello internazionale. Per una bravata di Leo, figlio di Luciano, tutti e tre i fratelli vengono chiamati in causa per rimediare al gesto del ragazzo che per vendetta ha sparato dei colpi di fucile alla saracinesca di un bar protetto da una delle cosche del luogo.
Recensione
Una fotografia minimalista e una regia sobria caratterizzano questo film dai connotati freddi e tristi. Due anime è diverso dalle altre pellicole che trattano argomenti incentrati sulla mafia, infatti la sceneggiatura verte più sull’avvilimento e lo stato morale dell’essere umano. Il punto di vista è quello della sottomissione alla prepotenza, del tacere per non incappare in ritorsioni e di mantenere un basso profilo per non avere guai. Munzi vuole mostrare lo squallore immanente della ‘ndrangheta, di come fa diventare marcio ciò che tocca e il modo in cui porta allo sfinimento per poi distruggere. L’aspetto tecnico è buono. L’utilizzo delle sole luci naturali con una scurezza pronunciata accentuano l’atmosfera desolante dell’Aspromonte e dei dintorni. La colonna sonora incide nei toni scenici in maniera forte, in sintonia con l’idea registica. Tuttavia questo dramma non colpisce più di tanto, poiché la direzione che prende è indirizzata esclusivamente ad uno sviluppo che raggiunge un culmine sì soddisfacente ma che lascia tanti dubbi. Si sofferma solamente all’aspetto psicologico ed interiore del personaggio di Luciano, stufo di vedere falcidiata la sua famiglia. Senza peraltro approfondire il passato, le relazioni mafiose intercorrenti e il ruolo dei suoi fratelli.
Regia
|
7
|
Sceneggiatura
|
7
|
Fotografia
|
7,5
|
Colonna sonora
|
7,5
|
Voto
|
7,25
|
Commenti
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