Cinquanta sfumature di grigio. Un grigio che contrassegna il film e lo rende superficiale
Cinquanta sfumature di grigio - Recensione
Regia
Sam Taylor-Johnson
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Trailer |
Genere
Sentimentale
Anno
2015
Cast
Dakota Johnson (Anastasia Steele); Jamie Dornan (Christian
Grey); Jennifer Ehle (Carla May Wilks);
Eloise Mumford (Katherine Kavanagh); Victor Rasuk (José Rodriguez); Luke Grimes (Elliot Grey); Marcia Gay Harden (Grace Trevelyan Grey); Rita Ora
(Mia Grey); Max Martini (Jason
Taylor); Callum Keith Rennie (Raymond Steele); Andrew Airlie (Carrick
Grey); Dylan Neal (Bob Adam).
Storia
Anastasia è una studentessa di letteratura inglese alla Washington
State University di Vancouver, negli Stati Uniti. Un giorno si trova a dover
sostituire la sua coinquilina per svolgere un’intervista a Christian Grey, un
giovane imprenditore miliardario di Seattle.
Christian rimane colpito dalla bellezza ingenua di lei e Anastasia invece viene attratta dal carattere fascinoso di lui. Tra i due s’instaura uno strano rapporto che culmina nel sadomasochismo.
Christian rimane colpito dalla bellezza ingenua di lei e Anastasia invece viene attratta dal carattere fascinoso di lui. Tra i due s’instaura uno strano rapporto che culmina nel sadomasochismo.
Recensione
Il film è privo di originalità.
Sembra un raffazzonamento di altri precursori degni del genere. La
sceneggiatura è superficiale e si basa su diversi cliché che prefigurano, artificiosamente, il vagheggiamento erotico. Le musiche riempiono scene lente e vacue che
in realtà dovrebbero trasmettere desiderio intenso, ma in realtà non
trasmettono nulla. L’impronta del regista è assente. Più che altro si nota
un’inconsistente rielaborazione del romanzo di E. L. James.
Regia
| 2 |
Sceneggiatura | 2 |
Fotografia |
|
Colonna sonora | 5 |
Voto
| 3,5 |
Commenti
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