Quando la regia è un marchio di fabbrica: 'Big Eyes' di Tim Burton
Big Eyes - Recensione
Regia
Tim Burton
Genere
Biografico, drammatico
Anno
2014
Cast
Amy Adams (Margaret Keane); Christoph Waltz (Walter Keane); Danny Huston (Dick Nolan); Jon Polito (Enrico Banducci); Krysten Ritter (DeeAnn); Jason Schwartzman (Ruben); Terence Stamp (John Canaday).
Storia
La storia è narrata da un giornalista, Dick Nolan. Racconta di Margaret Ulbrich, una pittrice che nel 1958 decide di scappare dal marito Frank e dalla sua abitazione californiana assieme alla figlia Jane per dirigersi a San Francisco.
Qui incontra Walter Keane, un sedicente pittore che la seduce e la sposa. Quando Walter comprende le doti artistiche di Margaret e il valore dei suoi dipinti, l'abbindola e la convince a firmare le opere a suo nome per prendersi i meriti del successo.
Recensione
La vera storia di Margaret e del marito Walter Keane, che per anni è stato considerato l'autore dei dipinti della moglie.
Un’altra opera biografica (dopo Ed Wood, 1994) per Tim Burton, il quale cosparge il film della sua impronta registica. Una storia sobria, strutturata linearmente ma dalla quale emerge una singolare suggestività. Come in Edward mani di forbice (1990) i colori sono vivaci. I toni accesi caratterizzano tutta la pellicola: case, vestiti e oggetti. Se non fosse per ciò e per la vena espressionistica risaltante, difficilmente il film si assocerebbe a Burton. Il suo stile inconfondibile infatti, insieme alla fotografia che ammicca allo sguardo dello spettatore, sposa perfettamente questa biografia dai grandi occhi.
Regia
Tim Burton
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Trailer |
Genere
Biografico, drammatico
Anno
2014
Cast
Amy Adams (Margaret Keane); Christoph Waltz (Walter Keane); Danny Huston (Dick Nolan); Jon Polito (Enrico Banducci); Krysten Ritter (DeeAnn); Jason Schwartzman (Ruben); Terence Stamp (John Canaday).
Storia
La storia è narrata da un giornalista, Dick Nolan. Racconta di Margaret Ulbrich, una pittrice che nel 1958 decide di scappare dal marito Frank e dalla sua abitazione californiana assieme alla figlia Jane per dirigersi a San Francisco.
Qui incontra Walter Keane, un sedicente pittore che la seduce e la sposa. Quando Walter comprende le doti artistiche di Margaret e il valore dei suoi dipinti, l'abbindola e la convince a firmare le opere a suo nome per prendersi i meriti del successo.
Recensione
La vera storia di Margaret e del marito Walter Keane, che per anni è stato considerato l'autore dei dipinti della moglie.
Un’altra opera biografica (dopo Ed Wood, 1994) per Tim Burton, il quale cosparge il film della sua impronta registica. Una storia sobria, strutturata linearmente ma dalla quale emerge una singolare suggestività. Come in Edward mani di forbice (1990) i colori sono vivaci. I toni accesi caratterizzano tutta la pellicola: case, vestiti e oggetti. Se non fosse per ciò e per la vena espressionistica risaltante, difficilmente il film si assocerebbe a Burton. Il suo stile inconfondibile infatti, insieme alla fotografia che ammicca allo sguardo dello spettatore, sposa perfettamente questa biografia dai grandi occhi.
Regia
| 9 |
Sceneggiatura | 7 |
Fotografia | 10 |
Colonna sonora | 6 |
Voto
| 8 |
Commenti
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