mercoledì 27 aprile 2016

Un nonsense beffardo. Se vedete un piccione su un ramo sappiate che vi scruta

Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza - Recensione

Regia
Roy Andersson

Genere
Commedia, drammatico
Trailer


Anno
2014

Cast
Holger Andersson (Jonathan); Nils Westblom (Sam); Ola Stensson (capitano); Lotti Törnros (insegnante di flamenco).

Storia
Il film manifesta la sua particolarità fin dal principio, mostrando al pubblico tre possibili incontri con la morte, a mo' di sketch.
Dopodiché la pellicola prosegue osservando le situazioni di due venditori del settore intrattenimento che cercano di piazzare sul mercato degli scherzi di carnevale: denti da vampiro con canini extra lunghi, sacchetto che sghignazza e una maschera, di loro invenzione, alquanto curiosa. Il tutto avviene in un contesto caratterizzato da circostanze grottesche.

Recensione
Una singolarissima pellicola dal significato filosofico, appena sferzante, dalla fotografia pastello ed eloquente. Un piccione (o un cane come nella scena della spiaggia) che osserva dall’alto le faccende umane. L’inutilità delle cose fatte dall’uomo per dare un senso alla propria esistenza. Le convenzioni sociali, l’orgoglio che spinge alla guerra e al dispotismo, il grigiore delle vite e un denaro che non c’è. Tutti elementi che fuoriescono da questo “vaso di Pandora”. Una sceneggiatura sì bizzarra ma monocorde, senza sviluppo e struttura. La regia cuce dei quadri che mostrano un umorismo paradossale, affiancati da musiche graziose e armoniose, in linea con l’idea di R. Andersson. Un film che sicuramente fa riflettere, da cui filtra una critica all’attuale società, ma che tedia lo spettatore eccessivamente.

Regia
5
Sceneggiatura
3
Fotografia
8
Colonna sonora
7,5
Voto
5,9