martedì 1 novembre 2016

Un Ben Affleck introverso, acuto ed... esplosivo

The Accountant
- Christian è un bambino autistico, cresciuto col padre e il fratello dopo l'abbandono della madre. La sua educazione è rigida, incentrata sulle arti marziali e sul sapersela cavare da sé nei momenti di pericolo. Diventato adulto lavora come contabile alla ZZZ Accounting a Plainfield, in Illinois. Qui cura, in forma segreta, le finanze di diverse organizzazioni criminali. La sua situazione si complica quando gli viene assegnato di trovare un ammanco di denaro per una rinomata società tecnologica che produce protesi all'avanguardia. Il cammino di Christian s'incrocia in questo modo con quello di Dana, la contabile dell'azienda.

Regia
The Accountant - visione cinematografica
Trailer
Gavin O'Connor

Genere
Drammatico, azione

Anno
2016

Cast
Ben Affleck (Christian Wolff); Anna Kendrick (Dana Cummings); J. K. Simmons (Ray King); Jon Bernthal (Brax Wolff); Jean Smart (Rita Blackburn); Cynthia Addai-Robinson (Marybeth Medina)
Jeffrey Tambor (Francis Silverberg); John Lithgow (Lamar Blackburn); Seth Lee (Chris da bambino); Robert C. Treveiler (padre di Chris); Mary Kraft (madre di Chris).


Recensione
The Accountant è un film interessante fino ad un certo punto, perché sul finale assume le sembianze di un normale action movie perdendo così il suo fascino.  Le idee registiche funzionano a metà, riuscendo comunque a creare mistero attorno alla figura di Christian Wolff (Ben Affleck), un mistero che lascia però un amaro in bocca poiché ci si aspetta qualcosa in più. Il personaggio, alienato e nevrotico, non è una novità per il cinema. Le manie che lo caratterizzano, la genialità e l'asocialità di cui è affetto si ritrovano in molte pellicole, sviluppate poi secondo un proprio criterio. Gavin O'Connor decide di seguire la strada del bambino autistico e cresciuto secondo un'educazione militare, dove impara a gestire il suo malessere e sfruttare vantaggiosamente gli aspetti positivi del suo problema. Se la regia tutto sommato è intrigante, la sceneggiatura presenta una struttura contorta che potrebbe essere sviluppata in maniera più immediata e comprensibile. I contenuti, sebbene rilevanti, peccano di fluidezza e in più si riscontrano dei buchi che andrebbero riempiti. L'epilogo a sorpresa inoltre non stupisce più di tanto, l'intuizione dello spettatore infatti la coglie prima. La fotografia non è sfavillante ma adeguata e realizzata con criterio. La colonna sonora incide nel ritmo scenico, esaltando con equilibrio i momenti cruciali.

Regia
7
Sceneggiatura
6,5
Fotografia
7,5
Colonna sonora
7
Voto
7