lunedì 17 ottobre 2016

Un semplice remake di cui se ne poteva fare a meno

Oldboy
- Un pubblicitario dopo un incontro con un cliente finisce per ubriacarsi e durante il suo girovagare notturno viene improvvisamente rapito. Al risveglio si ritrova privo di indumenti in una stanza senza uscita, con un bagno e una televisione. Nel frattempo viene a sapere attraverso la tv che è accusato dell’omicidio dell’ex moglie e che la figlia piccola è stata data in affidamento. Intanto il tempo scorre e passeranno lunghissimi anni prima che venga liberato. Dietro a tutto questo si cela una vendetta terribile.

Regia
oldboy - visione cinematografica
Trailer
Spike Lee

Genere
Azione, drammatico

Anno
2013

Cast
Josh Brolin (Joe Doucett); Sharlto Copley (Adrian Pryce); Elizabeth Olsen (Marie); Samuel L. Jackson (Chaney); Richard Portnow (Bernie Sharkey); Michael Imperioli (Chucky); Lance Reddick (Daniel Newcombe); Rami Malek (Doo Doo Brown); Max Casella (Jake Preston); Elvis Nolasco (Cortez); James Ransone (dottor Tom Melby); Hannah Ware (Donna Hawthorne); Caitlin Dulany (Emma Pryce); Linda Emond (Edwina Burke); Grey Damon (Joe Doucett da giovane).

Recensione
Musiche classiche splendide e sempre azzeccate che conferiscono solennità. Una sceneggiatura dalla struttura elaborata e curata che lascia di stucco lo spettatore. Una regia che mira alla sofferenza, alla sete di vendetta, mostrando scene di lotta diventate cult. Sono queste le caratteristiche che hanno reso Old Boy di Park Chan-wook un capolavoro. Aspetti che il film di Spike Lee non possiede, provando peraltro a cambiare certe situazioni di trama di cui se ne potrebbe fare a meno. Per chi ha visto la pellicola del 2003 può fermarsi qui. Chi invece si approccia direttamente all’opera del 2013 rimane comunque affascinato. La storia è interessante e sviluppata seguendo la scia dell’originale anche se con qualche differenza sostanziale: le colluttazioni sono declassate, il coinvolgimento di alcuni personaggi è diverso e l’ossatura del testo è attualizzata, più snella e meno complessa. Mentre il finale rimane sorprendente ma mai sbalorditivo come quello coreano. In sostanza, produrre un remake essendo consapevoli che non si può fare di meglio, perché il capolavoro è già stato fatto, è un’operazione puramente commerciale e soprattutto superflua.

Regia
6,5
Sceneggiatura
6,5
Fotografia
7
Colonna sonora
5
Voto
6,25