venerdì 14 ottobre 2016

Una visione cinematografica stravagante di una Bibbia versione 2.0

Dio esiste e vive a Bruxelles
- Al di sopra di tutti c’è Dio, con sua moglie e i due figli, Ea e J.C.. Dio si annoia, non sa come passare il tempo e perciò lo trascorre nel suo studio con il personalissimo computer da cui comanda il mondo. Un giorno decide d’inventare la vita sulla Terra. Prima con gli animali, ma non lo soddisfano, poi con gli umani. Questi appagano i suoi desideri. Inizia così a divertirsi stilando leggi bizzarre e svantaggiose, scagliandole contro la quotidianità. Ea non sopporta il modo di fare di suo padre, perciò scappa, ma prima decide di svelare la data di morte a tutti gli umani provocando un enorme scompiglio. Lo scopo della bambina è quello di realizzare un Nuovo nuovo testamento con il supporto di sei apostoli.

Regia
Dio esiste e vive a Bruxelles - Visione cinematografica
Trailer
Jaco Van Dormael

Genere
Commedia, drammatico, grottesco

Anno
2015

Cast
Benoît Poelvoorde (Dio); Pili Groyne (Ea, figlia di Dio); Yolande Moreau (moglie di Dio); Catherine Deneuve (Martine); François Damiens (François); Laura Verlinden (Aurélie); Serge Larivière (Marc); David Murgia (J.C. / Gesù Cristo); Johan Leysen (marito di Martine); Pascal Duquenne (Georges); Gaspard Pauwels (Kevin); Didier De Neck (Jean-Claude); Kody (Jean-Pierre); Romain Gelin (Willy); Marco Lorenzini (Victor).


Recensione
Jaco Van Dormael sa gestire con grande stile la macchina da presa e lo dimostra anche in questo film. Dio esiste e vive a Bruxelles non è esilarante come riportano alcune sinossi, ma è una commedia drammatica che sfuma i toni con perfetto equilibrio, contornati dall'aspetto grottesco. La sceneggiatura è singolare e la sua pregevolezza risiede nella straordinaria fantasia che ha permesso un testo non solo originale ma sostanzioso, ricco di elementi stravolgenti. In quest’opera infatti la visione cinematografica è quella di sovvertire le regole della creazione umana, spiegandole attraverso un favoleggiamento intento a fornire delle risposte ai punti interrogativi esistenziali. Tutto fatto con leggiadria e una voglia di cambiare quella negatività che a volte si abbatte su ognuno di noi. A modo suo Van Dormael riscrive la Bibbia, prima il vecchio testamento e poi il nuovo, una sorta di Bibbia 2.0, inserendola nell'era moderna, un moderno che c’è sempre stato. Oltre ad una fotografia consona che coglie la stravaganza scenica, si sottolinea un’avvolgente ed emozionante colonna sonora che attinge al repertorio di grandi compositori, tra cui Händel e Schubert.
Del regista belga Jaco Van Dormael consiglio di vedere Mr. Nobody del 2009.

Regia
9
Sceneggiatura
9
Fotografia
8
Colonna sonora
9
Voto
8,75