giovedì 29 settembre 2016

Una piccola chicca del cinema britannico, una pellicola da non perdere

Still Life
- John May lavora da vent’anni al comune, occupandosi di quei morti che non hanno nessuno. Svolge la sua mansione con estrema diligenza, mettendoci passione e impegnandosi nel reperire i conoscenti dei defunti. Questo fino a quando il comune non decide di fare a meno di lui a causa dei tagli al personale. John, nonostante il licenziamento, vuole portare avanti il suo ultimo caso che riguarda Billy Stoke, un alcolizzato che in fondo ha qualcuno che gli vuole bene.

il cinema a modo mio
Trailer
Regia
Uberto Pasolini

Genere
Drammatico

Anno
2013

Cast
Eddie Marsan (John May); Joanne Froggatt (Kelly Stoke); Karen Drury (Mary); Andrew Buchan (MrPratchett); Neil D'Souza (Shakthi); Paul Anderson (senzatetto); Tim Potter (senzatetto); Ciaran McIntyre (Jumbo).

Recensione
visione cinematograficaIl finale di Still Life va annoverato tra i più belli della storia del cinema. Uberto Pasolini, regista e sceneggiatore italiano, infonde a questa pellicola britannica un senso di malinconia che si avverte per tutti gli 85 minuti. Si percepisce anche una sensazione di solitudine e un disagio particolare che invitano alla riflessione: se un giorno, quando si passerà a miglior vita, ci sarà qualcuno a prendersi cura di noi oppure no. È su questo profondo argomento che la sceneggiatura fa scontrare due opinioni opposte di due persone altrettanto diverse: uno scrupoloso e solitario John May, interpretato da uno splendido Eddie Marsan, e il suo capo. John ha un ammirevole rispetto per i defunti e fa di tutto affinché vengano eseguiti i riti del caso, magari con la compagnia di qualche famigliare o amico, se ci riesce. Il suo superiore invece lo licenzia approfittando della crisi economica, rinfacciandogli che è troppo lento, spreca soldi e che ai morti non frega nulla di chi c’è o meno alla cerimonia o del posto in cui sono seppelliti, tanto non possono sentire e vedere nulla. A far risaltare l’atmosfera triste e grigia di Londra ci pensa una fotografia che in sintonia con il film aggiunge poesia ai tratti scenografici. La ciliegina che fa di Still Life un’opera preziosa e toccante è la colonna sonora. Le timide note suonano sempre a tempo, inebriando con la melodia leggera di una chitarra le scene in cui John May, immerso nella sua passione, onora l’esistenza degli esseri umani.

Regia
9
Sceneggiatura
9
Fotografia
8
Colonna sonora
10
Voto
9