sabato 30 luglio 2016

The Imitation Game, un film poco introspettivo ma comunque intrigante

The Imitation Game

Regia
Morten Tyldum
il cinema a modo mio
Trailer


Genere
Biografico, drammatico

Anno
2014

Cast
Benedict Cumberbatch (Alan Turing); Keira Knightley (Joan Clarke); Matthew Goode (Hugh Alexander); Charles Dance (Comandante Alastair Denniston); Mark Strong (Stewart Menzies); Rory Kinnear (Detective Nock); Allen Leech (John Cairncross); Matthew Beard (Peter Hilton).

Storia
Un crittologo e matematico di nome Alan Turing, durante la Seconda Guerra Mondiale, decide di candidarsi per un’operazione top secret al servizio della Gran Bretagna. La sua caparbia e la sua mente brillante convincono il Comandante Alastair Denniston ad assumerlo. Il compito di Alan, per niente semplice, sarà quello di decriptare la macchina tedesca Enigma in cui passano tutte le comunicazioni strategiche utili a stroncare l’avanzata di Hitler.

Recensione
Un film sicuramente avvincente, dai toni che sfumano nel corso della vicenda verso il drammatico, ma con qualche pecca strutturale. La sceneggiatura è sviluppata semplicemente, senza troppe elaborazioni ma con un piglio intrigante. Tra gli attori spicca il protagonista Benedict Cumberbatch che interpreta un Alan Turing inizialmente borioso, scostante, che vive in un mondo tutto suo. La sua omosessualità è rappresentata saggiamente con delicatezza, filtrata dal contesto storico che fa convogliare la pellicola in un finale sconfortante. I difetti di The Imitation Game sono: il montaggio che a volte manca di ordine e precisione, una ridotta introspezione di Turing, i toni filmici che sfiorano l'apice solo nell'epilogo e una colonna sonora non molto incisiva nella parte centrale.
La fotografia invece è piuttosto convincente. Le luci e i colori esaltano l'epoca.

Regia
7,5
Sceneggiatura7,5
Fotografia8
Colonna sonora7
Voto
7,5