mercoledì 6 luglio 2016

Un club oltraggioso e sprezzante tiene le redini di Oxford, Posh

Posh

Regia
Lone Scherfig
il cinema a modo mio
Trailer

Genere
Drammatico

Anno
2014

Cast
Max Irons (Miles Richards); Sam Claflin (Alistair Ryle); Douglas Booth (Harry Villiers); Holliday Grainger (Lauren); Freddie Fox (James Leighton-Masters); Natalie Dormer (Charlie); Jessica Brown Findlay (Rachel); Sam Reid (Hugo Fraser-Tyrwhitt); Ben Schnetzer (Dimitri Mitropoulos); Tom Hollander (Jeremy Ryle); Anastasia Hille (madre di Alistair); Olly Alexander (Toby Maitland); Matthew Beard (Guy Bellingfield); Jack Farthing (George Balfour); Josh O'Connor (Ed).

Storia
Otto studenti dell’Università di Oxford devono reclutare altri due elementi per chiudere il cerchio dello storico Riot Club. Dopo il rito d’iniziazione, i dieci componenti organizzano una cena per inaugurare l’anno accademico e onorare il circolo.
La serata però non promette nulla di buono. In preda all'alcol e ai vizi, i rampolli esagerano nei festeggiamenti infastidendo i clienti del locale e anche i proprietari. La situazione scivola nel baratro coinvolgendo anche Lauren, fidanzata di Max, uno dei due novizi del club.

Posh
Recensione
Posh è avvincente e non stanca neanche per un attimo. La sua struttura non ha una trama intrecciata o incentrata sull'azione, tutt'altro. Il film infatti è molto parlato e si concentra su Oxford e su una cena. Quest’ultima è il perno della sceneggiatura. C’è ritmo, gli attori sono bravi e lo script è ottimo. Le idee sono forti e la pellicola mostra come il nobile lignaggio può generare rampolli capricciosi, gradassi e spavaldi, convinti che col denaro possano comprare tutto. Emerge inoltre come la personalità sia fondamentale e un’indole debole rimane soggiogata e vittima del momento. In questo caso avere polso è necessario per bloccare una situazione degenerante. La regia per l’occasione gestisce i toni gradualmente, creando un clima teso ed evidenziando gli esiti meschini del Club Riot. A prevalere sono la baldoria estrema, la drammaticità e il sentimento. Tre elementi amalgamati con sapienza ed una colonna sonora che valorizza le scene e la loro crucialità.
Qualcosa da dire invece sulla fotografia che pecca nell'eccessiva luminosità sortendo a volte un effetto leggermente sbavato.
Di Long Scherfig consiglio di vedere anche An Education del 2009.

Regia
9
Sceneggiatura
8,5
Fotografia
7
Colonna sonora
8
Voto
8,1