mercoledì 11 maggio 2016

Wrong Turn 6, una saga declassata

Wrong Turn 6: Last Resort - Recensione

Regia
Valeri Milev
Trailer


Genere
Horror

Anno
2014

Cast
Anthony Ilott (Danny); Aqueela Zoll (Toni); Sadie Katz (Sally); Rollo Skinner (Vic); Billy Ashworth (Rod); Roxanne Pallett (Jillian); Chris Jarvis (Jackson); Radoslav Parvanov (Tre dita); Asen Asenov (Guercio); Danko Jordanov (Dente a sega); Harry Belcher (Charlie); Joe Gaminara (Bryan); Talitha Eardley (Daria); Luke Cousins (Nick); Josie Kidd (Agnes); Kicker Robinson (Sceriffo Doucette).

Storia
Il film inizia con una coppia di fidanzati che durante una gita in bici viene uccisa in modo brutale da tre creature orrende.
L’attenzione si sposta su un giovane, Danny, che ha ereditato da due genitori sconosciuti un albergo sontuoso immerso nella foresta. Quando si reca sul posto insieme alla sua ragazza e ai suoi amici scopre i terribili segreti della sua stirpe. Denny si sente legato a quel luogo, mentre i suoi amici sono vittime delle atrocità perpetrate da una progenie cannibale.

Recensione
Il filone Wrong Turn è giunto al sesto capitolo, Wrong Turn 6: Last Resort. La saga ha inizio nel 2003 con Wrong Turn - Il bosco ha fame e ha le caratteristiche dell’horror splatter-slasher.
Una famiglia antropofaga vive in un bosco cacciando chiunque si trova nei paraggi: abbattono le vittime e le torturano violentemente. Sono esseri deformi e spietati, generati da relazioni incestuose. Fanno uso di trappole, arco, asce e coltelli, tutto l’occorrente per catturare, squarciare e uccidere le loro prede per poi divorarne le carni.
La prima pellicola diretta da Rob Schmidt è la migliore e la consiglio vivamente agli appassionati. Dal 2007, da Wrong Turn 2 – Senza via d’uscita, invece la distribuzione avviene direttamente per l’home video, perdendo qualità sia nel cast che nella sceneggiatura. Tuttavia, per gli amanti del genere, l’intero filone si lascia guardare perché punta sulla durezza delle scene e sulla mostruosità di questi esseri consanguinei che ammazzano con ferocia. Il filo conduttore a livello tecnico che mantiene una certa qualità è la fotografia. Essa permette la crudezza di certi quadri sanguinolenti, con effetti ben realizzati. Gli assassini impressionano e il dettaglio è mostrato nitidamente. I colori non hanno toni esagerati e danno l’idea reale di quello che accade. Lo script dal secondo capitolo in poi, e mano a mano con i successivi, assume una certa routine risultando volutamente vacuo, basandosi sullo schema-cliché del gruppo di ragazzi alle prese con amplessi, bollenti spiriti e nudità per poi essere trucidati brutalmente. Mentre fino al quinto i Wrong Turn entrano subito nel vivo della vicenda, tenendo in pugno l’attenzione dello spettatore, il sesto da questo punto di vista ha un calo notevole e si salva solo nel finale. A dominare per una buona parte del film infatti è la piattezza. La sceneggiatura manca di sviluppo e la regia temporeggia troppo prima di un accadimento. Wrong Turn 6: Last Resort è il prequel della saga e paradossalmente è il più deludente.
Annunciato per il 2017 l'uscita del settimo capitolo.

Regia4,5
Sceneggiatura4
Fotografia8
Colonna sonora2,5
Voto
4,75