giovedì 5 maggio 2016

Realtà e fantasia avvolgono questo film di Daniele Ciprì, La buca

La buca - Recensione

Regia
Daniele Ciprì
Ciprì
Trailer


Genere
Commedia

Anno
2014

Cast
Rocco Papaleo (Armando); Sergio Castellitto (Oscar); Valeria Bruni Tedeschi (Carmen); Teco Celio (Giudice); Sonia Gessner (Signorina Monterosa); Mauro Spitaleri (Fotografo); Jacopo Cullin (Nancho); Ivan Franek (Tito); Moisè Curia (Tito da ragazzo).

Storia
Armando esce di galera dopo aver scontato 27 anni per omicidio e rapina. Fuori di prigione non sa dove andare perché i suoi familiari non vogliono accoglierlo. Improvvisamente, mentre Armando gira per il paese, viene seguito da un cane che lo accompagna ovunque come un’ombra, anche nel bar dove conosce l’avvocato Oscar. Armando gli racconta la sua vicenda e la condanna inflittagli ingiustamente. Al legale brillano gli occhi e promette una revisione del processo con un cospicuo risarcimento. Nel frattempo offre vitto e alloggio al povero ex galeotto…e al suo cane.

Recensione
Un plauso a Ciprì che risolleva le sorti della commedia nostrana. Dopo il tragicomico È stato il figlio, un’altra opera cinematografica riuscita per il regista palermitano.
La buca è un film originale e fantasioso, tipico della creatività di Ciprì e lo si può dedurre già dalla scenografia. Questa commedia, dal contesto grottesco, è un connubio di realtà e irrealtà che collimano magicamente, traendo linfa vitale dalla favolosa fotografia e da una sceneggiatura pungente e provocatoria. Sono chiari infatti i riferimenti al clientelismo italiano e alle truffe per sottrarre laute pensioni d’invalidità allo Stato. In più, tra le righe, traspare un’allusione alla beffa che gettò nel 2006 la squadra di calcio della Juventus in serie B: il cane dal pelo bianconero chiamato Internazionale, il processo sommario e rapido fatto più che altro dai titoli di giornale, la richiesta di revisione per il risarcimento e i 27 anni di carcere scontati da Armando, numero allegorico che coincide con gli scudetti allora riconosciuti ufficialmente alla società juventina. Gli attori sono bravissimi, in primis Sergio Castellitto che è esemplare nel ruolo dell’azzeccagarbugli. A dare un tocco in più all’impronta filmica, infine, ci pensa una classica e calzante colonna sonora. Questa commedia, che ha come costante una buca che incita alla tentazione della truffa, dà quella sensazione di trovarsi in un luogo surreale, un mondo figurato ma che prende spunto dai problemi che avvinghiano il nostro Paese.

Regia9
Sceneggiatura8
Fotografia9
Colonna sonora8 
Voto
8,5