domenica 24 aprile 2016

Concussion, un film che prende e appassiona lo spettatore fino alla fine

Zona d’ombra - Recensione
 
Regia
Peter Landesman
Trailer

 
Genere
Drammatico
 
Anno
2015
 
Cast
Will Smith (dott. Bennet Omalu); Alec Baldwin (dott. Julian Bailes); Albert Brooks (dott. Cyril Wecht); Gugu Mbatha-Raw (Prema Mutiso); David Morse (Mike Webster); Arliss Howard (dott. Joseph Maroon); Mike O'Malley (Daniel Sullivan); Eddie Marsan (dott. Steven DeKosky); Hill Harper (Christopher Jones); Adewale Akinnuoye-Agbaje (Dave Duerson); Stephen Moyer (dott. Ron Hamilton); Richard T. Jones (Andre Waters); Paul Reiser (dott. Elliot Pellman); Luke Wilson (Roger Goodell); Sara Lindsey (Gracie); Eme Ikwuakor (Amobi Okoye); Matthew Willig (Justin Strzelczyk); Bitsie Tulloch (Keana Strzelczyk).

Storia
Il film trae spunto dall'articolo Game Brain della rivista GQ scritto da Jeanne Marie Laskas  nel 2009. Si racconta la storia vera del dott. Bennet Omalu, anatomopatologo nigeriano emigrato a Pittsburg.
Il suo modo di lavorare è diverso dagli altri colleghi. Egli infatti, quando esegue le autopsie, rivolge la parola ai morti, li tratta con delicatezza e soprattutto cerca di capire la vera causa del decesso non dandosi pace fino a quando non l’ha trovata.
Un giorno deve compiere l’autopsia sul corpo di un famoso giocatore di football, Mike Webster. Il dott. Omalu non riesce a comprendere il motivo della morte, ma la sua caparbia porta sotto i riflettori una verità alquanto scomoda che implica lo sport più famoso d’America.

Recensione
L’interpretazione di Will Smith è buona. Il personaggio somiglia per certi aspetti a quello di Robert Neville in Io sono leggenda (2007), con la differenza che in Concussion non deve combattere l’estinzione del genere umano ma battersi per una malattia che decima i giocatori di football. In alcuni dialoghi del film è sottesa la fierezza dell’essere cittadino americano, che sa molto di campanilismo. La sceneggiatura non si addentra molto nella questione prettamente medica ma spiega concisamente le dinamiche legate al disturbo dei giocatori. Si focalizza sull’indagine e sulla battaglia mediatica con qualche scampolo di vita sentimentale. Zona d’ombra è intrigante e incuriosisce molto lo spettatore. La regia non perde tempo in scene vane e tiene sempre alta l’attenzione. La drammaticità è il tono principale del film ma in maniera contenuta. Un’ottima colonna sonora è quello che manca. Una musica più intensa e confacente ad alcuni frangenti avrebbe dato sicuramente qualcosa in più a questa pellicola.

Regia
7,5
Sceneggiatura
7,5
Fotografia
7,5
Colonna sonora
6,5
Voto
7,25